Balotelli e il cuore Italia annullano la Germania: azzurri in finale contro la Spagna

Italia in finale, doppietta di Balotelli alla GermaniaL’Italia di Cesare Prandelli batte la Germania…è finale!. Dove sono ora tutte quelle schiere di espertoni e saccentoni che erano sicuri che la finale di Euro 2012 sarebbe stata Germania-Spagna, si per loro era certo che dovevano arrivare queste due nazioni al round conclusivo, così altezzosamente certi che l’europeo poteva anche non disputarsi perchè tanto non c’era storia, alla fine l’avrebbe spuntata un’altra questione iberico-tedesca.
Poi, nella classe, accanto a questi sapientoni, frequentavano il corso di fette di salame sugli occhi tutti coloro che si professavano degli olandesi ad oltranza e già vedevano, a maggio, un’Olanda dritta in finale. Poveri illusi.
C’è stato poi un gruppo, sparuto rispetto alle due grandi categorie appena esaminate ma sempre consistente che consacrava la Russia come novella regina del torneo solo perchè ci aveva rifilato una sonora batosta nell’amichevole prima di fare sul serio.
Signori e baronetti, pargoli e rampolli vi siete sbagliati e di grosso: non ci saranno le vostre astratte finali pronosticate ma domenica 1 luglio, allo stadio olimpico di Kiev, sarà l’italia di Cesare Prandelli, signora dell’umiltà e regina del sacrificio, a giocarsi l’ultimo prestigiosissimo atto, al cospetto della Spagna campione in carica.
Silenzio fate silenzio per favore lasciamo parlare questa incantevole Italia di Cesare Prandelli che zitta zitta, con il focus puntato solo sul presente, centra la finale di Euro 2012. Profilo basso e risultati altissimi, sotto gli occhi di tutti i magma index del mondo.
Non prendiamo gol da tre partite, e, salvo flipper dei rigori, da altrettante tre partite mettiamo la palla in buca e con prepotenza: Cassano e Balotelli contro l’Irlanda nella gara dove temevamo di uscire per il biscotto, bum-bum Balotelli ieri sera e Varsavia.
In nessuna delle quattro gare precedenti la formazione azzurra era scesa in campo così esplosivamente convinta dei suoi giganti mezzi: li porta in campo e ne scopre la consapevolezza nel primo tempo contro la Germania che era partita egregiamente con un colpo di testa di Hummels, ben ammortizzato da Pirlo, e da un’azione di capitan Lahm, fuori di un nulla.
Primi segnali positivi per i nostri azzurri. Di solito occasioni simili i panzer le inchiodano in rete. L’Italia come un segugio fiuta la possibile aria buona e si porta in avanti, decide di intraprendere quel piacevole viaggio del gioco, sperimentato con successo nella gara con l’Inghilterra e sale, propone lei, prende lei il coltello dalla parte del manico.
Cross di Cassano dalla sinistra preciso per la testa di Mario Balotelli che si trova sulla capoccia una perla di oro zecchino, la fa fruttare a dovere e batte Neuer al quale gli consigliamo di documentarsi bene su dove giochino Balzaretti e Diamanti perchè aveva detto di non saperlo e forse gli potrebbe tornare utile per i prossimi incroci.
Italia in vantaggio, Mario incredulo e gioioso, noi con lui. Giochiamo come sappiamo e come vogliamo, riusciamo ad entrare in area di rigore e quel dictat di Prandelli nella conferenza stampa di ieri: creare,creare,creare diventa una tesi discussa con profitto.
Montolivo,ripresosi di tono dopo l’ultima opaca prestazione, lancia alla grande Balotelli che non soffre più della sindrome Ramos e del mal di Hart ma si pone la palla davanti al corpo e scaglia un missile terra aria dritto e violento all’incrocio dei pali: Neuer non riesce nemmeno a pensarlo: 2 a 0 e, non ci sembra vero.
Il secondo tempo è parecchio strambo: i tedeschi, obbligati ad attaccare, progressivamente si squagliano e concedono praterie che noi non viviamo con prontezza: Di Natale (subentrato nel frattempo ad uno stremato super Mario), Diamanti (dentro invece per Cassano) e Marchisio hanno nitide palle per chiudere i conti ma le falliscono.
Qui e solo qui si vede l’orgoglio tedesco che quando si tratta di conti vuole farli quadrare. Klose, furbacchione, conosce l’Italia e cerca in tutti i modi la rete che potrebbe riaprire i giochi. Ozil trova poi un rigore e così mettiamo alla gioia i momentanei panni di un’agonia che ci fa rivivere ed amplifica il pathos dei rigori con gli inglesi di domenica.
Ma la gara finisce, deo gratias. Lannoy dice basta e Buffon, imbizzarrito, lascia compagni ed amici e fugge via. In pochi minuti ha temuto più del dovuto. Si è spaventato ma lui e questa Italia sono in finale, dove nessuno ci credeva. Nessuno. Tranne uno: Cesare Prandelli, lo stratega delle cose intense e serene al tempo stesso, il maestro felice di questi cuori azzurri, animati e tirati a lucido quando fino a venti giorni fa, sembravano delle figurine stanche.
Cesare ci ha sempre creduto in ognuno di quelli che hanno abitato della baracca (che pian piano è diventato un palazzo dove molti, ora, vogliono alloggiare). Lui, quando sogna, non si accontenta di poca cosa. Ed allora buon sogno. Siamo solo all’inizio della notte. Non svegliamolo, non svegliamoci. (Luca Savarese)

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