Argentina matata ai rigori, Uruguay in semifinale. Per Messi e compagni è fracaso nacional

E’ un “fracaso nacional“, ossia un disastro nazionale. Così titolano i quotidiani argentini. L’Uruguay vince ai rigori e vola in semifinale di Coppa America, togliendo dai giochi i padroni di casa dell’Argentina. In semifinale, Forlan e compagni affronteranno il Perù.
Un risultato maturato ai calci di rigori (4-5), dopo l’1-1 nel corso dei tempi regolamentari. Un esito clamoroso fino ad un certo punto, ripensando a quanto queste due Nazionali hanno saputo fare nell’ultimo Mondiale (Argentina travolta ai quarti dalla giovane Germania di Loew, Uruguay quarta classificato nella sorpresa generale).
Ma resta il fatto che l’Argentina fosse la squadra padrona di casa e, anche in virtù della qualità dei suoi giocatori da metacampo in su, avesse i favori dei pronostici alla pari del Brasile. E invece continua la maledizione di una squadra che non vince una Copa America ormai dal 1993 e una Coppa del Mondo addirittura dall’86.
Le emozioni di questo match sono concentrate soprattutto nel primo tempo. L’Uruguay gioca con grande intelligenza, messa in campo ordinata dal mister Tabarez, che ha rinunciato al napoletano Cavani per le sue non perfette condizioni dopo l’infortunio al ginocchio patito nel match col Messico.
La Celeste parte fortissimo e dopo 6’ è già avanti: sugli sviluppi di un calcio di punizione, il portiere argentino Romero è bravo a respingere il colpo di testa di Victorino ma i suoi compagni dormono lasciando libero il bolognese Diego Perez che la mette dentro a porta vuota.
I ragazzi di Batista (scesi in campo con uno stranissimo 4-2-1-3 con Messi alle spalle del tridente Agüero-Higuain-Di Maria) faticano ma reagiscono prontamente: al 18’ Messi, in uno dei rari momenti di ispirazione della sua partita, trova in area il Pipita Higuain che di testa fredda Muslera.
L’equilibrio prontamente ritrovato nel punteggio inibisce le due contendenti, preoccupate di non concedersi spazi a vicenda, e i cartellini rossi sventolati a Perez prima e Mascherano poi non migliorano la situazione. In questa primo tempo denso di emozioni, ci sono anche due reti (una per parte) giustamente annullate per fuorigioco: al 30’ su Higuain e 4’ più tardi è il turno dell’ex juventino Caceres.
Succede poco nulla nei secondi 45’ e i cambi di Batista (Pastore per Di Maria e Tevez per Agüero) risultano tardivi. L’Uruguay non rischia nulla e trema soltanto nei supplementari sul doppio intervento di Muslera sulla punizione di Tevez ed la successiva ribattuta di Higuain.
Si va dunque ai rigori. Messi e Burdisso non falliscono, così come Forlan e Suarez. Al terzo turno di penalty però Tevez viene ipnotizzato dall’ex numero 1 della Lazio; l’Uruguay non sbaglia mai ed è Martin Caceres a siglare il gol decisivo che fa esplodere la gioia della Celeste, la quale vola in semifinale contro il Perù, giustiziere della Colombia nel primo quarto.
Per la squadra di Batista è l’ennesima delusione. Non c’è equilibrio, non c’è qualità in difesa e i giocatori di maggior talento (Messi su tutti) non riescono mai ad esprimersi al meglio in nazionale rispetto a quanto accade nei rispettivi club. Fuori dalla Copa America  casalinga: è proprio un disastro nazionale (Elisa Vignoli).

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