Anticipo: Milan-Inter 3-0. Ciclone Pato su Leonardo, Cassano tris ed espulsione

Nessun sorPazzo, nessuna vittoria e nessuna impresa per gli undici interisti scesi in campo contro i Diavoli di Allegri, “diabolici” ed incisivi sin dal primo minuto, anzi dal 47 secondo di gioco, quando Pato centra la porta, per la prima volta in questa serata di Derby. Vince il Milan, nettamente, per 3 a 0, nel secondo anticipo della 31° giornata di Serie A.
Una partita iniziata evidentemente con il piede sbagliato per i campioni d’Europa, come a voler ricordare lo stesso brutto inizio di campionato con l’allora tecnico, Rafa Benitez, che non ha targato la sua breve esperienza all’Inter con vittorie e successi in stile Mourinho.
Leonardo ha schierato un 4-2–3-1 fantasia che lascia però poco spazio all’immaginazione, visto che la sua Inter fatica e non costruisce quanto il Milan voglioso, aggressivo e decisivo nelle occasioni da goal, tant’è che le reti segnate alla fine sono tre.
Pato, Pato e Cassano. Chi si era preoccupato per l’assenza di Ibra, si sarà certamente ricreduto perché il Papero è stato padrone dell’attacco e della sfida meneghina, da molti (silenziosamente) considerata per lo scudetto, ma da altrettanti non ammessa come tale.
Pato fa rivedere di che pasta è fatto, scendendo subito in campo con le idee chiare, con le stesse qualità che lo hanno fin qui contraddistinto e che sono mancate ai tifosi rossoneri in alcuni match di questa stagione. Intanto raggiunge quota 13 goals in campionato, uno solo di differenza da Zlatan (14 goal di cui 3 su rigore), il quale tornerà in squadra, dopo l’espulsione di tre giornate, nella prossima partita contro i Viola di Mihajlovic.
Gli allegri diavoli allungano la volata e regalano a tutti i tifosi una notte da sogno tricolore, che manca in casa rossonera da ben sei anni. Senza dubbio questo era il principale obiettivo di questa stagione, soprattutto dopo l’eliminazione dalla Champions league, la rincorsa allo scudetto si è fatta sempre più concreta, oltre naturalmente alla Coppa Italia. (Manca al Milan dalla stagione 2002/2003).
Nessuno si è voluto ancora sbilanciare: Allegri si è limitato a dire che questo risultato ha dato “una bella scossa alla classifica”, mentre Leo non perde il controllo e non si arrende di fronte a questa sconfitta e a questi cinque punti che lo separano dalla vetta, ricordando che alla fine del campionato mancano ancora sette partite.
Il “giuda interista”, così è stato nominato il brasiliano Leo dai tifosi rossoneri, non è ancora riuscito a vincere un derby come allenatore: quando era seduto sulla panchina milanista, (campionato 2009/2010 andata 4-0, ritorno 2-0), ed ora con la pazza Inter trova una sconfitta amara, ma anche in parte meritata.
La partita è stata certamente compromessa dall’espulsione di Chivu al 9’ del secondo tempo per fallo su ultimo uomo. Rimasti in dieci la situazione non si è assolutamente fatta rosea, così entra Cordoba e al posto di Pandev il principe Milito, che fa il suo ritorno, questa volta non trionfale, al Meazza.
Maicon non è stato determinante e pochi palloni sono arrivati verso Eto’o e Pazzini. Il camerunense sbaglia un goal sotto porta, quando la partita era ancora sul 1-0, altro chiaro segnale di luna storta per lui e compagni. L’esperienza in questo caso dei “vecchi” del Milan fa la differenza: Seedorf, Nesta, Abbiati sono tra i migliori in campo.
Con il risveglio della primavera c’è stato anche quello di Kevin Prince Boateng, propositivo e determinante nei momenti giusti. E poi c’è Cassano e le cassanate, il barese non sbaglia dal dischetto e affonda l’armata nerazzurra per il 3-0 finale. Nell’esultanza si toglie la maglietta e come da regolamento prende il giallo. Finisce qui?! Ovviamente no, perché a pochi minuti dalla fine commette un fallo, del tutto inopportuno, su Cordoba e conquista anche il secondo giallo. Risultato doppia ammonizione ed espulsione.
Ma i tifosi scuseranno anche questa di cassanata perché in fondo si portano a +5 dall’Inter, in attesa della sfida tra Napoli e Lazio.
Il Milan si aggiudica il derby e dopo sette anni riesce nell’impresa di vincerli entrambi nello stesso campionato.
Game, set e..scudetto? (Paola Prina).

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