Ancelotti non va oltre il pari. 2 a 2 nella sfida scudetto contro il Montpellier

Psg e Montpellier chiudono 2 a 2 nel big match di Ligue 1Revons plus grand. Sogniamo di più, si legge sul nuovo freschissimo sito del Psg. Un sogno a trecento sessanta gradi quello dei parigini che, pezzo per pezzo, stanno costruendo le basi per un dominio solido e a lungo termine in Francia ed in Europa.
Dopo un’estate in cui sono arrivati Sirigu, Sissoko, Menez, Pastore, ecco sotto l’albero di Natale che la Tour Eiffel trova Carlo Ancelotti che, con il suo francese maccheronico sul campo parla benissimo ed è primo, e, gli ultimi colpi costituiscono una trilogia meraviglia: Alex, Maxwell e Thiago Motta, roba da ricchi, anzi da sceicchi.
Tutto bello, tutto dorato, questo almeno per noi, così subito pronti ad esaltare le altrui vite. In patria le cose non vanno poi così a vele gonfie e sono arrivati i primi fischi, in casa, domenica sera in uno strapieno Parco dei Principi che tutto si aspettava tranne il risicato 2 a 2, nel big match della Ligue 1, che mantiene in vetta il Psg, ma con un solo punto di vantaggio su quel Montpellier, seconda forza del campionato.
Come se i tifosi e l’opinione pubblica avesse detto a monsieur Charles Ancelotti: “Va bene fare bene le cose ordinarie ma, con questo squadrone miliardario, noi vogliamo vedere fare cose eccellenti e in modo straordinario“. In fondo hanno ragione e, lo dice anche il famoso adagio, noblesse oblige, la nobiltà obbliga ad un certo tipo di cose: questo ricco Psg non può più solo giocare, deve vincere. Soprattutto le sfide scudetto, per andare in fuga, per prendersi con merito, quello scenario d’elite che i boss emirati e il loro gruzzolone stanno preparando per loro.
E’ simpatica una cosa: nella pienezza di campioni che dimorano in campo, quelli che corrono di più, guarda un po’, sono quel Kevin Gameiro e quel Guillaume Hoarau (autore del gol del 2 a 2 salva Psg) che quasi vengono dimenticati in tanta abbondanza di nomi: forse questo facoltoso club per avere facoltà e garanzie di successo ha bisogno anche di loro. (Luca Savarese)

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