A lezione di umiltà dal professor Mangia

L’esordio del massimo campionato di calcio era iniziato con una sorpresa: la Lazio spavalda e protagonista a casa del Milan, poi raggiunta dai rossoneri. L’effetto sorpresa continua anche nella prima domenica pallonara; al pomeriggio il Cagliari batte la Roma a domicilio (non accadeva dalla stagione 68/69) e la matricola Novara recupera un doppio vantaggio al Chievo.
Il fuoco d’artificio più scoppiettante arriva però in serata e in Sicilia, per la serie le sorprese sono universali ! Allo stadio Renzo Barbera che una volta si chiamava la Favorita, va in scena PalermoInter. La stampa, nelle ore che precedono il match, è quasi unanime nel presentare la partita: sarà una squadretta ormai demotivata dal sacrificio di Pastore e Sirigu e, sconquassata dall’ennesimo cambio di rotta, contro una squadra fresca di Forlan e Zarate, destinata però a incanalare nel migliore dei modi le pressioni sul groppone del nuovo tecnico, però l’Inter resta la favorita.
Il Calcio per fortuna non è una scienza esatta e tutti gli scienziati saranno costretti a fare subito il mea culpa: il Palermo corre, gioca,suda, incassa, reagisce, le prende e le da e alla fine il numero di quelle date è maggiore di quelle prese: vince quattro a tre, si prende una rivincita sulla finale di Coppa Italia e mette a tacere le troppe malelingue che la vedevano spacciata e già condannata ad un torneo marginale.
Devis Mangia era alla sua prima partita di serie A. Gianpiero Gasperini alla sua ennesima. Da quando è arrivato sul trono tecnico nerazzurro il nome di Gasperini si è sentito pronunciare con una frequenza più che quotidiana. Da quando, dieci giorni fa, si è seduto sulla panca di fuoco del Palermo, quel nome ha destato più curiosità che altro: “Mangia, cos è, la terza persona del verbo mangiare?
Mangia arriva dal calcio minore, lo scorso anno guidava la primavera del Varese e, per l’allontanamento imprevisto di Pioli si è affacciato, in punta di piedi, in serie A. Strana la vita, un giorno apri la finestra e vedi macchine e tram, il giorno dopo la apri e vedi uno stadio di a tutto per te. Eros Pisano, che ieri ha esordito con il mister e che Mangia conosce si dai tempi dell’eccellenza varesina, a fine partita ha detto:” Il mister ci ha detto di andare in campo liberi di testa e di tutto” .
L’Inter aveva la mente occupata da troppe cose e forse, per la prima volta dai tristi ultimi tempi di Benitez, si è smarrita e ha perso ogni identità di un gioco corale. Gasperini sembrava un comandante che non è riuscito a far salpare la sua nave. Mangia sembrava un negoziante qualunque che vende un’ingrediente a volte così assente dai lauti banchetti delle ricche corazzate: l’entusiasmo, le motivazioni, la libertà di correre. Miccoli poi, la mette dove vuole e, deliziosamente, per due volte. Pinilla trova il gol dell’anno, circostanze che sono dolce conseguenza, prodotti felici di quegli ingredienti.
Mangia il debuttante trionfante, (mentre gli altri esordienti Di Francesco e Luis Enrique piangono e Sannino sorride a metà) porta a casa il bottino pieno. Per la prima volta dobbiamo prendere atto che i pazzi neuroni di Zamparini forse, questa volta, ci hanno visto bene. Piccola postilla che suona come una scintilla: Miccoli è in campo e segna, Gasperini si permette il lusso di lasciare in panca Pazzini, fresco di gol-qualificazione ai prossimi europei con l’Italia
Il calcio è questione anche di umiltà, se hai un campione devi farlo giocare anche poco ma, in quel poco, può farti tanto. Mangia di campioni ne ha tre: Pinilla, Miccoli ed Hernandez e li ha amalgamati bene tutti. Alla nuova cucina di questo Mangia, si mangia davvero bene..Come se al primo giorno di scuola un bambino di prima elementare ne sapesse di più di un ragazzo delle superiori. Le troppe polemiche sulla nuova Inter e, l’incapacità di gestirle a proprio favore, hanno inguaiato Gasperini che, ha presentato un’Inter più figlia di un ginepraio che di un canovaccio affidabile, mentre, i ragazzi di Mangia, sono andati in campo liberi di testa e di tutto. Solo quando si è liberi si può veramente essere se stessi, giocare e correre senza sentirne il peso. Con un Mangia così, probabilmente il Mangiallenatori Zamparini, può dormire sereno. (Luca Savarese)

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