A Dortmund splende il sole. Settima Bundesliga per i ragazzi di Klopp

A Dortmund è tornata la luce: gialla come le casacche dei ragazzi di Jurgen Kloop, campioni di Germania, dopo nove anni e per la settima volta. L’ultimo titolo arrivò infatti al termine della stagione 2001-2002.
Una squadra, quella della Westfalia, che corona, con il primo posto, tre ottime annate ai vertici della Bundesliga sotto la guida tecnica di Jurgen Kloop, classe 1967, carriera silenziosa e intensa da difensore, profilo basso e fine intenditore delle questioni pallonare da allenatore; uno che porta la Germania calcistica nel nome e nel cognome: Jurgen ci richiama infatti alla mente il senatore Klinsmann, Kloop ci ricorda Kholer, difensore di tante juventus fa e perno dell’ultimo Borussia europeo.
Sesti due anni fa, quinti lo scorso anno e primi quest’anno, in un’ascesa regolare ed emozionante che ha infiammato i tifosi del Westfalenstadion, che sognano ora fasti nuovi e si ricordano antichi splendori (nel 1997 l’ultimo grande trofeo europeo, la Champions a Monaco di Baviera contro la Juve).
Se si scorgono i numeri, davanti ai quali il calcio si inchina e mette in fuga ogni senno di poi, si vede concretamente tutta la presenza del Dortmund nella stagione appena trascorsa: 75 punti, 67 gol fatti e 22 subiti. Secondo miglior attacco, prima miglior difesa. Dietro oltre al portiere Roman Weidenfeller, una roccaforte costruita sul brasiliano Dedè, Sebastian Kehl, capitano,il serbo Neven Subotic che piace molto alla Roma per il dopo Mexes ed Hummels che interessa all’Inter.
Il reparto forse con un maggior tasso di qualità è il centrocampo, quasi per voler confermare il famoso adagio di Boskov:dal centrocampo, si riconosce vera squadra. Shinji Kagawa, un altro giapponese che fa felice Zaccheroni e che assieme ad Uchida (terzino dello Schalke) e Nagatomo (bella scoperta di questa Inter) costituisce il presente ed il futuro della nazionale nipponica, ha segnato 8 gol, stessa cifra per Kevin Grosskreutz, nato a Dortmund e tifosissimo del Borussia e per il polacco Robert Lewandoski, elemento di raccordo tra centrocampo ed attacco.
Dodici gol in due, li hanno totalizzati invece Mario Gotze e Nuri Sahin, già approdato alla corte Real e che mette insieme la classe di un Ozil con la visione di gioco del primo Zidane. Zidan, ma senza la e finale, è il calciatore egiziano che ha fatto da spalla all’agile e prolifico Lucas Barrios (16 gol per lui) paraguayano classe1984, che ha bene impressionato a Sudafrica 2010 con la sua nazionale impegnata a giocarsi tutto ai quarti contro la Spagna, poi vincitrice della coppa.
Il numero più grande di questo Borussia è però il merito di aver messo a tacere le pretese e le presunzioni di un Bayern ricco di campioni ma povero di animus pugnandi. Cercando di trattenere alcuni dei suoi gioiellini e con l’innesto di qualche buon ritocco, a Dortmund possono continuare a sognare. Intanto si divertono dopo che i giocatori, bagnano di caraffe di birra mister Kloop, durante la conferenza stampa fresca di titolo. Con questo spirito si può andare molto avanti. ( Luca Savarese )



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