1 a 1 al Camp Nou. Real domato, Barça a Wembley. Standing Ovation per Abidal

Ieri sera a Barcellona è andato in scena uno spettacolo tra i più attesi di questa stagione calcistica, in un’atmosfera caratterizzata da una pioggia fitta e insistente, che ha bagnato e annegato le chance del Real Madrid di accedere alla finale di Champions league. A Wembley ci va la corazzata di Guardiola, grazie al successo ottenuto al Bernabeu per 2 a 0 e al pari del Camp Nou nella sfida di ritorno che è andata in scena appunto ieri sera.
Tutti sanno quanto una finale dia prestigio ad un club, ad una città, quanto questo risultato motivi a raggiungere il miglior gioco d’Europa, che forse è già stato messo in campo dalle due finaliste: Barcellona e quasi sicuramente Manchester United, che giocherà questa sera il ritorno di semifinale contro lo Schalke 04. (all’andata il match si chiuse sul risultato di 2-0 per i red devils).
Il Barcellona è, insieme alla formazione di Ferguson, una squadra eccellente, in grado di centrare gli obiettivi prefissati ad inizio anno, senza sbandamenti o insicurezze. Mira il bersaglio e fa centro, per quanto questo non vada bene a Mourinho, che la partita di ieri se l’è “gustata” in hotel, lontano dalle luci del Camp Nou, i blaugrana sono inarrestabili e Guardiola si è confermato un vero professionista.
Le immagini che si sono viste in tv, nel momento i cui i Blancos si imbracavano per far ritorno a Madrid, hanno mostrato lo Special One e Cristiano Ronaldo fare un gesto con la mano, come dire “il Barça ha rubato”. In questa giornata si è parlato troppo degli errori arbitrali, delle sviste e della condotta di gara più volta imprecisa e discontinua di De Bleeckere.
La semifinale di Champions di ieri sera è stata comunque molto tesa, Adebayor nel secondo tempo ha tirato quasi più calci agli avversari che al pallone e qualche simulazione è stata vista da parte dei padroni di casa. Ne risente sempre il bel gioco, due grandi club come Real e Barcellona, non hanno bisogno di ripicche e giochi sporchi, hanno un valore estremo e facendo così diventano superbe, noiose.
Ieri sera non c’è stato il calcio spettacolo che la terra spagnola ha sempre garantito, ma 90’ di nervosismo, non paragonabili a quello del Bernabeu nella partita d’andata, e pochi lampi di genio dei protagonisti del campo. Una certezza sta nel fatto che il Barcellona merita un posto in finale, perché in ogni reparto ha un campione, si parla sempre di Iniesta, Messi, Villa e Xavi, ma Piquet e Puyol in difesa sono magistrali e Valdes è una certezza tra i pali blaugrana.
Dopo solo 46 giorni da un’operazione delicata, l’estrazione di un tumore al fegato, Abidal fa il suo ingresso al Camp Nou, e novanta mila persone hanno applaudito e gioito nel vederlo correre, seppur per pochissimi minuti. Quando Puyol gli ha lasciato il suo posto, si è assistito ad una scena esemplare, in cui il calcio ha mostrato il suo volto migliore, quello dell’unità.
Passa il Barcellona anche grazie al risultato d’andata. Uno  0-2 che rende ordinaria amministrazione, per i catalani, la gara di ritorno, e regala a Guardiola la finale di Champions. Mourinho non ci sta e accusa l’arbitraggio di non aver permesso uguaglianza nei giudizi, ma anche lo scorso anno ci fu un errore che permise ai nerazzurri di accedere alla storica finale di Madrid. Questo è il calcio e lo Special One è costretto a tornare, almeno per una notte, normale. (Paola Prina)

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